2 Dicembre 2018

2. Ciao Enzo

di Sandro

E’ lunedì mattina e anche questa mattina mi sono recato al bar della stazione. Al mio arrivo sento Carlo che sta raccontando a Mario dell’incontro di venerdì sera, tenuto nella scuola di suo figlio sulla tematica: “La droga è tra i nostri figli”. Alla domanda di Mario se gli fosse servito questo incontro pubblico che lo aveva occupato sin oltre mezzanotte, Carlo, con uno sguardo distratto dal lato bi di una studentessa che passava, rispose: ”Quando ho visto i miei figli Stefano e Federica domenica a pranzo gli ho detto che se fossi venuto a sapere di un uso anche solo sporadico di qualsiasi droga gli avrei spezzato le gambe, gli avrei immediatamente tolto la paghetta mensile e tolti dalla scuola, sarebbero divenuti subito due miei nuovi operai. Forse l’ultima cosa era quella che li ha spaventati di più. Però aggiunse: “Detto tra me e te Mario esclusi i negri che giocano a basket e a pallone che sono anche belli da vedere, gli altri li rimanderei a casa con i loro barconi e così avremmo eliminato per sempre gli spacciatori e il problema droga!” Mario lo guardò, ricordandosi dell’amicizia che li legava da anni, rammentando che in fondo Carlo è un buon uomo, che è un donatore Avis e che ha dipinto l’oratorio gratuitamente a Padre Gil. Forse l’aveva fatto come espiazione di tutte le bestemmie o forse per stare più vicino al Signore senza nominarlo. Pensa anche che democraticamente come dice qualcuno: “Uno vale uno” e che il voto di Carlo vale quanto il suo; il peso del pensiero di Carlo ai fini elettorali e quindi decisionali è paritario. E’ come se uno andasse a fare la spesa e le buste venissero valutare per il loro peso e non per il loro contenuto. Una cosa totalmente illogica.
Questa però è la democrazia e questo si gridava nei cortei studenteschi del sessantotto: “Parità di diritti e democrazia per tutti”. Nessuno però pensava che i voti in democrazia potessero basarsi anche sulle nostre paure più recondite, nell’accettazione del diverso per il colore della sua pelle, per la religione, per gli usi e costumi. Nessuno pensava che la campagna elettorale potesse avere come tematica centrale la difesa estrema della proprietà privata, soprattutto quando allora si parlava di comune. I tempi sono cambiati, come gli egoismi personali e ora ci siamo ridotti a votare chi nel programma politico difende le nostre ansie e non le buone idee progettuali e intelligenti, propositive e programmatiche.

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1. Drogato di vita

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3. Il giorno dopo