5 Agosto 2019

Ele fante

di Sandro Daniele Guido Carretta

FAMIGLIA: ELEPHANTIDAE
GENERE: MILITARIS

Animale di indole tendenzialmente pacifica, viene sovente utilizzato dalle Forze Armate per la sua prestanza, la sua resistenza e l’ottima memoria che gli consente di ricordare gli ordini ricevuti.
Troppo pesante per l’Aviazione e la Marina, viene arruolato esclusivamente in fanteria. A volte viene utilizzato anche dai servizi segreti per il suo tatto e le sue fini arti diplomatiche1.
Raramente, però, fa carriera. A memoria d’uomo non si ricordano Ele generali, ma nemmeno Ele sergenti o Ele caporali.
I suoi habitat naturali sono le cristallerie e i negozi di porcellane.

1. Si usa dire, infatti, “ha il tatto di un ele fante” per indicare una persona fine, accorta e sensibile.

QUANDO E’ NECESSARIO CHIAMARE IL VETERINARIO
L’ Ele Fante è un grosso ragazzone con caratteristiche uniche: tanta memoria e un immenso senso del dovere. La prima volta che furono usati gli Ele Fanti accadde nella famosa battaglia vinta da Pirro. Fu lì, che vennero arruolati come combattenti questi giganti. I romani sorpresi dalle enormi armi da guerra, persero il conflitto, ma furbi come sempre escogitarono l’inganno per rifarsi nelle battaglie successive. Dopo aver consultato vari oracoli scoprirono che gli Ele Fanti erano facili all’innamoramento. Fu così che pensarono di arruolare delle topine, diciamo, “di facili costumi”. Queste circuirono i grossi militi con corsette stimolanti su tutto il il corpo, sussurrando loro, poi dentro le grandi orecchie, frasi talmente sensuali che l’autore arrossisce al solo ripensarci. Gli Ele Fanti, passarono delle notti folli con queste fanciulle e in massa vollero disertare perché si accorsero di essere diventati tutti pacifisti. Misero nelle canne dei loro fucili dei grandi girasoli e i giorni che seguirono non andarono alle adunate come era consuetudine. I generali di Pirro si presentarono infuriati nelle camerate, degradarono tutti militi e per giorni li mandarono a marciare ininterrottamente sotto il sole, sino allo sfinimento. Questa storia avvenuta al tempo di Pirro, è stata tramandata di generazione in generazione tra gli Ele Fanti grazie alla loro proverbiale memoria. I veterinari intervengono, solamente, quando nelle lunghe notti di guardia gli Ele Fanti incontrano nuovamente delle topine. Questi infatti, memori di cosa era capitato ai loro bis, bis, bis nonni, cercano di non farsi distrarre dalla tentazione. Il loro senso del dovere è così forte che talvolta pur di non cedere al richiamo della “carne tremula” cadono in forti depressioni. I veterinari intervengono con sedute di psicoterapia di gruppo e con l’uso talvolta massivo di antidepressivi. Solo conoscendo questa storia, che si perde nella notte dei tempi, possiamo capire perché i maschi di Ele Fante hanno cosi paura delle tope !!!


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