20 Aprile 2019

8. Linda

di Sandro

Linda, quanto tempo era passato. Quanto tempo era che non ci pensava più. Anche dopo tanti lustri però i ricordi erano rimasti nitidi e immutati. Bei ricordi. Bei tempi quelli, quando la giovinezza e gli ideali erano puri. La vita pareva eterna, il tempo illimitato e poche erano le amarezze e le delusioni che riuscivano a scalfire le certezze che ci animavano. Incontrai Linda, nel treno Bologna-Roma. Treno dalla tratta eterna con una percorrenza di almeno sei ore salvo complicazioni o imprevisti. Salì a Bologna con tante altre ragazze per una partecipare ad una mega manifestazione a Roma, precisamente al centro universitario occupato. Aveva uno striscione con sé dove c’era scritto: “D’ora in poi decido io” con una figura femminile che si faceva largo tra tante figure maschili. La notai subito. Alta un po’ più della media, bionda, con i capelli lunghi e lisci. La mimica facciale non passava inosservata. Il sorriso spesso presente sul suo volto arrotondava il viso, facendole comparire due fossette vicino agli zigomi. Quella zona che spesso le donne, sin dai tempi di Cleopatra, tendono a rilevare applicandovi colori più o meno intensi. A lei questi ritocchi di bellezza non servivano, le due fossette che nascevano nel viso dal suo sorriso la rendevano unica e non necessitante di ritocchi umani. Il sorriso produceva inoltre, tre rughe espressive vicino all’angolo di entrambi gli occhi trasformando le pupille in due piccole fessure sovrastate da due grandi sopracciglia. Le labbra erano rosse naturali, grandi e carnose. Assomigliava come fisicità, un po’ a Patty Pravo. Il seno piccolo e non supportato da strutture contenitive era lasciato libero. Tale libertà chiedeva dazio alla mia concentrazione che spesso veniva disabilitata, richiamata da questa parte del suo corpo. Sovente i piccoli seni facevano capolino dalla camicetta fortunatamente rossa e quindi non troppo trasparente, ma sicuramente volutamente sbottonata. Indossava un pantalone verde a zampa che le permetteva ogni tipo di movimento, dall’accavallamento delle gambe senza remore, al sedersi per terra incrociando le lunghe leve in posizione yoga.

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7. Cross di Cabrini goal di Rossi

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9. Milano