13 Ottobre 2018

L’illusione dell’apparenza

di Sandro

Anche questa mattina mi sono svegliato di soprassalto madido di sudore e con un gran mal di testa e un pensiero fisso che non mi abbandona da anni.
Sono un affermato professionista di un noto studio notarile . Conduco una vita alla vista di tutti normale .Sposato con Susanna, per i più Susy, ho avuto con lei un fglio di nome Luca . Il secondo, sebbene i tentavi siano stati tanti, non e’ mai arrivato . Ora entrambi siamo abbastanza vecchi per pensare ad un altro figlio, ma ancora giovani per non abbandonare completamente l’idea. Anche questa mattina ho preso le mie gocce per il mal di testa perché quel tondo posto sopra il mio collo, con ancora diversi capelli, sembra stia scoppiando. Oltre al dolore la sua presenza mi obbliga come tutte le mattine a ricordare e a pensare . La luce del sole che sorge , sia in estate che d’ inverno passa sotto la persiana alzata a meta’, mi colpisce la faccia dandomi fastidio agli occhi, mi irrita mi fa abbassare la persiana facendomi acuire inevitabilmente il dolore alla testa . L’odore della cena della sera prima si confonde con il caffè che boccheggia rumorosamente e che ogni mattina per motivi diversi viene sparso sul piano di cottura . Le conseguenze sono sempre le stesse poco caffè con il quale macchio il latte di Luca e la rimanenza la cedo a Susy sempre in ritardo per l’ufficio. Accompagno Luca a lezione nella stessa scuola che ho frequentato io. Come me a suo tempo, sta frequentando il liceo classico con risultati sicuramente migliori forse perché assomiglia alla mamma. Dopo averlo scaricato davanti al portone del liceo “Da Vinci”, mi reco al bar. La testa comincia a duolermi meno grazie all’analgesico e come ogni mattina la Carla titolare del bar “all’angolo” mi porta al tavolino vicino ai giornali sportivi un caffè deca macchiato e una brioches vuota per non incidere sulla dieta. La Carla e’ una bella donna sui quaranta abbondanti, divorziata con un sorriso ammaliante, dallo sguardo furbo e dalla scollatura audace .Tutte caratteristiche queste che, a parità di prezzo con altri bar, fanno aumentare la percentuale di popolazione maschile che preferiscono il suo angolo di ristorazione per un break veloce. Al bar fa capolino quasi sempre la stessa gente contaminata da qualche camionista di passaggio. I discorsi sono sempre gli stessi , la Juve padrona del campionato, l’Inter che non ingrana , lo spogliatoio del Milan non troppo coeso, la crisi , le tasse, la burocrazia responsabile dell’inerzia imprenditoriale. I soliti discorsi mi distraggono , mi fanno sorridere , mi irritano, mi deludono. Hanno la stessa funzione del torcinaso per il cavallo, creare un diversivo piu’ doloroso per distrarlo dalle manualità che verranno praticate su di lui. Il mio pensiero fisso non mi abbandona mai . Spero venga sera presto per potermi addormentare e non dover pensare sperando non venga mai mattina per ricominciare a farlo. Continua….

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