5 Novembre 2018

Hai la stoffa del veterinario?

di Daniele

Cosa spinge una persona a diventare veterinario? Le risposte sono molteplici, ma quella che si sente maggiormente è: “Io amo gli animali”. Si rispecchiano in tanti in questa frase, ma solo in pochi riescono a darne un significato, vuoi per volontà personali, vuoi per cause di forza maggiore, vuoi per la visuale distorta che il mondo ha della veterinaria. Esercitare la professione di veterinario si pensa sia facile, tutto sembra legato a una semplice azione, ossia fare una puntura e l’animale starà meglio. Invece non è così! Più volte un mio professore ha detto e ripetuto: “Voi sarete dei MEDICI veterinari, non semplici veterinari, non fate sì che il vostro ruolo sia sminuito dal pensiero comune!”.
Il ruolo del veterinario infatti, non è solo quello di curare il gattino o il cagnolino, ma è di occuparsi della salute e del benessere di tutti gli animali, uomo incluso.
“Il medico veterinario è un professionista, che esercita la medicina veterinaria tutelando nel contempo la salute degli animali, gli interessi dell’uomo e l’ambiente in cui uomini e animali vivono.”
Il medico veterinario quindi si impegna a tutelare la salute di tutti e, per fare ciò, è essenziale che svolga un controllo sugli alimenti di origine animale. Per questo importante ruolo che svolge, in molti Stati d’Europa, è collocato sotto il Ministero dell’Agricoltura. Volente o nolente infatti, la quota maggioritaria di animali in diversi stati è rappresentata da animali da reddito. L’Italia si colloca come un caso particolare, in quanto il medico veterinario si ritrova alle dipendenze del Ministero della Sanità.
Fatta tale premessa sono veramente pochi coloro che cercano di coltivare il proprio sogno.
C’è chi intraprende questa strada perché ha un’azienda zootecnica, altri perché hanno un genitore veterinario e altri ancora perché da giovani hanno provato grande gioia nel salvare un animale. Vi è anche purtroppo, chi è guidato solo dall’ idea di un alto profitto, si basti pensare alla quantità di persone che ha un pet o di aziende che cercano collaboratori. Non sono rari i casi di veterinari infatti che si occupano di animali da reddito, quali i bovini e a tempo perso si dedicano alla cura di animali da compagnia, le competenze in questi casi si presentano limitate e causano più danni che altro.
Molti intraprendono la strada della veterinaria invece, senza sapere a cosa vanno incontro e, paradossalmente, non vogliono mettere mano su un animale morto, in questo caso mi sono posto un quesito molto semplice: ”I futuri medici veterinari come pensano di fare pratica?”. Altri futuri medici invece arrivano al quarto anno di studio e ritenendo non sia necessario dover fare un prelievo di sangue o un’ispezione a scopo sanitario. La visione distorta di questo mondo medico, induce molti a pensare di poter saltare degli step fondamentali, in alcuni casi c’è chi sostiene che si possa esercitare senza avere una laurea, poiché guidati dalla “grandissima” compassione verso gli animali, e traslata in un mondo idilliaco fatto di pet che giocano con i loro compagni umani.
Ebbene, se stai leggendo questo scritto e se vuoi intraprendere questa strada pensaci bene! Non prenderla con leggerezza e superficialità, sappi che non è un percorso facile come potresti pensare, necessita impegno e dedizione. Lo studio, inoltre, non finisce mai; con questo non intendo dire che per laurearti dovrai studiare come un matto, ma semplicemente che ciò che ti viene insegnato non è tutto, vi sono vari settori dove potersi specializzare e continue novità in ogni campo.

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